La VALLE del CARPINA è un’area di particolare interesse naturalistico incastonata fra l’Alta Valle del Tevere e la dorsale appenninica Umbro-Marchigiana. Si tratta di un bacino idrografico di 190 kmq. dove il torrente Carpina ed i suoi affluenti determinano un susseguirsi di colline che in prossimità dello spartiacque si scompaginano in tortuose vallate: un territorio suggestivo e selvaggio, in gran parte ricoperto da fitti boschi di cerro e roverella.
Il Territorio .
Fra i 400 m. di quota del fondovalle ed i 900 m. dello spartiacque, l’azione combinata di un substrato collinare marnoso -arenaceo piuttosto omogeneo e di un regime termo-pluviometrico di tipo temperato submediterraneo, determinano un PAESAGGIO VEGETALE tipico delle aree di transizione fra l'ambiente mediterraneo (sempreverdi), e quello collinare appenninico (caducifoglie): un mosaico di associazioni vegetali in rapporto dinamico fra loro, riconducibile alla serie fitosociologica del Cerro.
Dal punto di vista della POPOLAZIONE FAUNISTICA, spiccano la presenza del lupo appenninico, censito in alcuni piccoli gruppi familiari, e quella dello sparviero, capofila di una catena alimentare lunga ed articolata che annovera indicatori di elevata naturalità fra cui il gambero di fiume, il picchio muratore e la puzzola (sono invece tuttora da verificare le segnalazioni di specie di enorme rilievo quali l’astore ed il gufo reale).
La Popolazione.
Il territorio considerato, che nel tratto inferiore interessa una piccola porzione del Comune di Umbertide, coincide in larga parte con quello dei Comuni di Montone e Pietralunga. Il numero complessivo degli abitanti può essere stimato in circa 4000 persone, con una densità di popolazione estremamente bassa (21 abitanti/kmq., a fronte dei 98 abitanti/kmq. della Regione Umbria), causata dal massiccio esodo dalle campagne verificatosi tra il 1960 ed il 1975; la maggior parte dei poderi abbandonati sono stati inglobati nel Complesso Demaniale Regionale che, con un’estensione di oltre diecimila ettari, travalica i confini della valle spingendosi fino al valico montano di Bocca Serriola.
La Foresta demaniale.
Negli ultimi decenni, nei terreni della Foresta demaniale di Pietralunga-Bocca Serriola si sono instaurati interessanti meccanismi di rigenerazione, sia naturale (processo di successione secondaria con graduale passaggio degli incolti a cespuglieti e poi a bosco) che ad opera dell’uomo (conversione dei boschi cedui in alto fusto) così che oggi ci troviamo di fronte ad uno tra i più vasti e meglio conservati complessi boschivi collinari del nostro paese: un’area ideale per lo studio e la divulgazione naturalistica degli ecosistemi collinari.
Le aree protette.
Nell’ambito del progetto europeo NATURA 2000, la Regione dell’Umbria ha individuato nel territorio in considerazione 2 SITI DI INTERESSE COMUNITARIO (o aree S.I.C., zone ad alta naturalità sotto tutela come aree protette per la salvaguardia di specifici habitat):
1) i Boschi di Pietralunga - 1487,00 ettari di superficie, con lembi ben conservati di bosco di Cerro, governati ad alto fusto, ed habitat di particolare pregio: lembi di bosco ripariale a Salix apennina e cespuglieti a Juniperus oxicedrus;
2) i Boschi dei Monti Rosso e Sodolungo - 2597,00 ettari di superficie, con estesi boschi di Cerro e Carpino nero interrotti da pascoli a Centaurea bracteata e Bromus erectus e formazioni camefitiche a Coronilla emerus e Astragalus monspessulanum.
Inoltre, all’interno della Foresta demaniale, la Provincia di Perugia ha individuato 2 OASI DI PROTEZIONE DELLA FAUNA:
3) l’Oasi di Varrea - 950,00 ettari di superficie, interamente ricompressa nell’area S.I.C. dei Boschi di Pietralunga;
4) l’Oasi di Candeleto - 1100,00 ettari di superficie, dove boschi naturaliformi di Cerro e Carpino nero si alternano con estese pinete di Pino nero.
La sentieristica e l’educazione ambientale.
La valle è attraversata da due sentieri di rilievo nazionale:
- il Sentiero Italia, che nel tratto Bocca Serriola – Acquapartita corre lungo lo spartiacque superiore della valle;
- il Percorso Francescano, che nel tratto Città di Castello – Pietralunga – Gubbio taglia a metà la valle stessa
Vi è poi il SISTEMA SENTIERISTICO tracciato dalla Comunità Montana Alto Tevere Umbro in collaborazione col C.A.I., costituito da un asse longitudinale principale, l’Itinerario Naturalistico Didattico (IND) Bocca Serriola – Candeleto – Coloti, su cui si inseriscono importanti percorsi ad anello:
- la strada romana di Castelfranco, che percorre un antico diverticulum del I sec. d.C.;
- gli anelli del lupo, che si snodano all’interno dell’Oasi di Varrea;
- la traccia del drago, che collega i principali monumenti della valle: la Pieve de’ Saddi e Rocca d’Aries.
Nel Comune di Pietralunga ha sede il CENTRO EDUCAZIONE AMBIENTALE (C.E.A.) di Candeleto, costituito da:
- Museo Naturalistico Ornitologico,
- Bosco Didattico e Sentiero Natura,
- Centro Recupero Animali Selvatici ( C.R.A.S. - in via di allestimento).
Il C.E.A. di Candeleto, allestito e gestito in collaborazione dalla Comunità Montana col Corpo Forestale dello Stato, è inoltre parte di un sistema di educazione ambientale della Foresta demaniale e della Valle del Carpina, organizzato attraverso il Consorzio Altotiberino Risorse di Educazione Ambientale CARDEA, che comprende:
- il Centro Escursionistico Naturalistico di Bocca Serriola,
- la Fattoria didattica biologica La Cerqua e la Balucca,
- l’Osservatorio astronomico di Borgo Coloti
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